Posts Tagged ‘soa’

Esperienza SOA in una banca per una soluzione di pagamento personalizzabile

mercoledì, febbraio 20th, 2008

Il settore bancario dipende da alcuni dei più robusti e affidabili sistemi informatici del mondo per l’effettuazione di pagamenti, trasferimenti di fondi e la gestione della liquidità. Oggi, però, le necessità dei servizi finanziari sono sempre più di tipo real-time dove e-commerce e self-service banking sono la regola rispetto alla più tradizionale elaborazione batch. La maggior parte dei sistemi di pagamento, è stata realizzata 30 o 40 anni orsono con applicazioni e tecnologie poco flessibili e che rendono oggi molto difficile reattività alle nuove richieste del mercato e dei clienti.In questo contesto, opera la più grande banca del New England “Webster Bank” processando  ogni mese centinai di migliaia di pagamenti. Tra le maggiori criticità del vecchio sistema   di pagamento ci sono: gestione standard dei servizi ai clienti ed incapacità nel personalizzare tale proposizione ed una coinsiderevole percentuale d’errori e quindi di costi di gestione manuale. Questi ed altri motivi, hanno portato Webster Bank ad implementare un nuovo sistema d’elaborazione dei pagamenti basato su servizi standard (Web Services) secondo un’architettura SOA. Il risultato, è un sistema di pagamento più accurato e flessibile che può essere facilmente modificato in base al cliente, alla fascia oraria nella giornata, liquidità o in base alle nuove opportunità ed alle dinamicità del mercato finanziario. Tutto questo, non solo semplifica le operazioni ai clienti, ma genera anche per la banca un ROI rapidissimo, grazie al completo controllo dei processi, alla considerevole riduzione del numero d’errori (precedentemente gestiti manualmente) e quindi dei costi. Il nuovo sistema di pagamento basato su Web Services, voluto da Webster, unisce così la gestione dei processi di back-end per l’instradamento dei pagamenti e la riconciliazione dei conti (molti dei quali sono offerti da altre società e fornitori di servizi). Inoltre, la banca fornisce una finestra sui processi di business consentendo ai responsabili operazionali di controllare agevolmente quanto accade in termini di eventi di business cruciali, indicatori chiave di prestazioni, rilevare e correggere eventuali inefficienze. Un ulteriore ritorno per l’azienda, nell’aver creato il nuovo sistema usando un approccio ed un’infrastruttura a servizi, sta nel poter esporre su Internet alcune parti dell’applicazione ad altre società interessate, estendendo ulteriormente la portata delle loro applicazioni.

Andrea Morena

SOA: Ma quale strategia adottare ?

lunedì, febbraio 4th, 2008

Un’azienda che decide di evolvere il proprio sistema informativo verso un’architettura SOA deve fare diverse scelte e fronteggiare numerose sfide. Ma quale strategie adottare?. L’adozione di un’architettura SOA dovrebbe sempre iniziare con un assessment rispetto al livello di maturità dell’azienda. E’ indispensabile capire quanto l’organizzazione che vuole utilizzare architetture a servizi sia matura per l’effettiva adozione di queste. Una volta effettuata questa valutazione, è possibile definire una Roadmap che può essere seguita per aumentare la maturità dell’organizzazione in termini (metodologici, di processo, organizzativi ed anche tecnologici).

Insieme alla roadmap, alcune delle strategie oggi maggiormente utilizzate per introdurre SOA in un’azienda sono:

  • – Implementazione di un progetto pilota: questo è l’approccio più frequente con obiettivi più o meno ampi secondo gli esiti dell’assessment SOA. Lo scopo è dimostrare al management dell’azienda la possibilità dell’adozione di una SOA e mostrarne in maniera tangibile i vantaggi, minimizzando l’investimento ed il rischio. In genere si tratta di progetti d’integrazione tra 2 applicazioni.
  • – Definizione di un’Infrastruttura IT per la SOA: è definita un’infrastruttura tecnologica di riferimento aziendale sulla quale sono sviluppati servizi SOA tipicamente di tipo infrastrutturale (logging, sicurezza, integrazione, ecc..) riutilizzabili da tutte le applicazioni e nei progetti futuri. In questo caso l’architettura è completa ma non si sviluppano ancora servizi di business né si definiscono attività di BPM (Business Process Management).
  • – Adozione guidata dai processi di Business (Livello Enterprise): SOA è guidata e sponsorizzata dalle esigenze di business dell’azienda a tutti i livelli: dallo sviluppo d’infrastrutture ai servizi di business mission-critical. In questo caso, sono definiti dei servizi di business partendo dai processi aziendali assieme agli esperti funzionali.

Queste strategie ci possono indirizzare sull’estensione delle azioni che vanno intraprese, rispetto alla dimensione dei progetti e all’impatto sul business aziendale. Ad esempio se la valutazione iniziale evidenzia una bassa maturità, è opportuno iniziare con un Pilot, cioè su un progetto piccolo con funzionalità che non hanno effetto significativo sul business aziendale e che può essere utile per validare SOA come architettura di riferimento per il sistema informativo. Invece, se SOA è già stata utilizzata all’interno dell’azienda con successo per servizi infrastrutturali o applicazioni interne, può essere sensato estenderne l’adozione direttamente ad una linea di business definendo pratiche per:

  • – guidare gli impatti organizzativi e culturali indotti
  • – migliorare il livello di condivisione/comunicazione/coordinamento tra i ruoli che tradizionalmente si occupano di Business e gli Architetti IT (es. attraverso la centralità del concetto di “Processo” di Business)
  • – contribuire al soddisfacimento delle strategie IT di Business

Saluti,  Andrea Morena – Oracle Italia

Valore dell’ICT e SOA

giovedì, gennaio 31st, 2008

splashOggi abbiamo parlato di SOA (Service Oriented Architecure) all’evento Architetture SOA organizzato a Milano da Nextvalue e dal nostro media partner Computer Business Review. Abbiamo presentato, in particolare, i risultati di una recente ricerca condotta su un campione di 200 grandi aziende proprio sul tema SOA e valore d’Impresa. Non c’è dubbio che la SOA si stia sempre più affermando come un paradigma per organizzare, utilizzare e governare la risorsa ICT in azienda, da qui la sempre maggior esigenza di capire come valutare il ritorno sugli investimenti relativi a progetti SOA. Noi l’abbiamo chiesto a un panel di 200 tra CIO, Marketing Manager e altre figure professionali di grandi aziende italiane e abbiamo raccolto una serie di considerazioni soprattutto relative ai fattori abilitanti e inibitori dei progetti SOA. Una sintesi dei principali risultati è riportata nelle slide presentate oggi; un abstract di maggior dettaglio è stato invece distribuito ai presenti all’evento (se volete potete richiederne una copia a info@nextvalue.it. Questa mattina ho anche colto l’occasione per presentare in anteprima il Blog ValueIT; ho detto che vedo il blog proprio come una Piazza che aggrega persone che parlano dello stesso tema, una Piazza dove ci si confronta sui contenuti per condividere esperienze e approcci. Una frase che ho sentito oggi e che mi è piaciuta è “il valore è creato dalla collaborazione”, affermazione sicuramente valida per i progetti ICT ma anche per un blog dove proprio un approccio collaborativo alla discussione e alla creazione di contenuti può portare un vero valore. Cogliendo questi ultimi spunti comincio allora a porvi sul piatto alcuni temi: avete esperienza di progetti o vi accingete ad avviare iniziative SOA? Quali sono i principali benefici che vi aspettate? Quali ostacoli pensate di affrontare?   Vi ringrazio dei vostri contributi e/o dei vostri commenti. A presto, Alfredo GATTI, Managing Partner Nextvalue