Posts Tagged ‘ROI’

Calcolare il ROI dei progetti Enterprise 2.0 è ancora un mito da sfatare?

lunedì, febbraio 8th, 2010

La domanda che spesso ci viene rivolta è se abbia senso calcolare il ROI di una iniziativa Enteprise 2.0, tenuto conto che con tutta probabilità l’obiettivo più importante in questi casi è di sviluppare gli asset intangibili, ovvero quelli che hanno a che fare con il patrimonio informativo, l’organizzazione ed il fattore umano.

E’ verissimo: il valore di questi asset intangibili ha più a che vedere con il contributo che essi danno alla strategia aziendale e raramente è possibile collegarli direttamente a vantaggi quali l’aumento di fatturato, costi più bassi o profitti migliori. Perciò è difficile stimare inequivocabilmente la remunerazione di un investimento E 2.0 in termini esclusivamente finanziari. A molti sembra uno spreco di energia e di tempo.

Per la nostra esperienza non lo è. Le imprese che si apprestano a lanciare iniziative E 2.0 hanno comunque aspettative di costi e tempi e non necessariamente solo di quelli correlati agli investimenti in IT. Anche i possibili benefici attesi sono spesso quantificati, almeno in parte. Se ciò non fosse ricadremmo nell’errore del passato, quando mastodontici progetti Erp o Crm venivano giustificati con iperboli del tipo “trasformazione organizzativa” o “vicinanza al cliente” …

Non credo ce lo potremmo oggi permettere.  Fateci avere i vostri esempi di ROI 2.0.

Da che cosa dipende la creazione del valore?

giovedì, marzo 6th, 2008

Le iniziative IT vanno trattate come elementi non scindibili dal sistema impresa, e ciascun investimento IT va misurato tenedo conto delle peculiari caratteristiche del sistema stesso.

La misurazione del valore delle soluzione IT non può prescindere dall’attenta analisi delle leve (driver) che generano valore a livello di sistema aziendale.

I driver che possono influenzare le performance dell’azienda e aumentarne il vantaggio competitivo possono essere di varia natura: di tipo esterno (andamento economico, livello sociale e culturale, caratteristiche del mercato, normativa e leggi di riferimento, pressione fiscale) e di tipo interno (persone, settore/mercato, processi, costi, capitali finanziari, rischio, capitale investito).

La creazione di valore aziendale dipende dall’equilibrio che viene instaurato tra i driver (esterni e interni) e gli obiettivi strategici posti a livello direzionale in vista del perseguimento di un vantaggio competitivo.

Per creare valore e avere un vantaggio competitivo, l’azienda deve seguire criteri di economicità (crescita profittevole in termini di redditività), liquidità (perseguimento di una economica liquidità) e solidità della gestione nel tempo (mantenimento di un’adeguata struttura patrimoniale e finanziaria dell’impresa).

Simone Scagnelli

Il ROI dell’IT: primi passi per abbattere il divario tra IT e Business.

lunedì, marzo 3rd, 2008

Gli investimenti IT a differenza, di quelli industriali, presentano caratteristiche e peculiarità che, spesso, possono assumere natura indiretta e/o intangibile. La pervasività dell’IT e la numerosità dei suoi effetti a livello sistemico aziendale, possono infatti generare costi o benefici di difficile individuazione e misurazione.

Le tecniche di valutazione economico- finanziarie degli investimenti, cioè le tecniche che si è soliti utilizzare nella valutazione degli investimenti industriali, presuppongono la misurazione dei flussi di ritorno economico collegati ai benefici attesi dall’investimento. L’approccio di misurazione proposto per la valutazione dell’IT richiede invece la presa in considerazione di aspetti prettamente ‘qualitativi’ che, nelle valutazioni degli investimenti industriali, non vengono solitamente presi in considerazione.

In quest’ottica diviene quindi fondamentale creare un project team, responsabile dell’iniziativa di valutazione del ritorno dell’investimento a cui partecipi, oltre al personale IT incaricato, anche i responsabili delle business unit/dipartimenti coinvolti, nonché l’alta direzione, i responsabili del controllo di gestione e finanza.

Per abbattere il gap esistente tra IT e Business , è opportuno quindi iniziare dal linguaggio e in particolare, dal linguaggio economico-finanziario di base su cui si fondano i risultati del framework che sta alla base della valutazione del ritorno degli investimenti in progetti IT.

Simone Scagnelli

Esperienza SOA in una banca per una soluzione di pagamento personalizzabile

mercoledì, febbraio 20th, 2008

Il settore bancario dipende da alcuni dei più robusti e affidabili sistemi informatici del mondo per l’effettuazione di pagamenti, trasferimenti di fondi e la gestione della liquidità. Oggi, però, le necessità dei servizi finanziari sono sempre più di tipo real-time dove e-commerce e self-service banking sono la regola rispetto alla più tradizionale elaborazione batch. La maggior parte dei sistemi di pagamento, è stata realizzata 30 o 40 anni orsono con applicazioni e tecnologie poco flessibili e che rendono oggi molto difficile reattività alle nuove richieste del mercato e dei clienti.In questo contesto, opera la più grande banca del New England “Webster Bank” processando  ogni mese centinai di migliaia di pagamenti. Tra le maggiori criticità del vecchio sistema   di pagamento ci sono: gestione standard dei servizi ai clienti ed incapacità nel personalizzare tale proposizione ed una coinsiderevole percentuale d’errori e quindi di costi di gestione manuale. Questi ed altri motivi, hanno portato Webster Bank ad implementare un nuovo sistema d’elaborazione dei pagamenti basato su servizi standard (Web Services) secondo un’architettura SOA. Il risultato, è un sistema di pagamento più accurato e flessibile che può essere facilmente modificato in base al cliente, alla fascia oraria nella giornata, liquidità o in base alle nuove opportunità ed alle dinamicità del mercato finanziario. Tutto questo, non solo semplifica le operazioni ai clienti, ma genera anche per la banca un ROI rapidissimo, grazie al completo controllo dei processi, alla considerevole riduzione del numero d’errori (precedentemente gestiti manualmente) e quindi dei costi. Il nuovo sistema di pagamento basato su Web Services, voluto da Webster, unisce così la gestione dei processi di back-end per l’instradamento dei pagamenti e la riconciliazione dei conti (molti dei quali sono offerti da altre società e fornitori di servizi). Inoltre, la banca fornisce una finestra sui processi di business consentendo ai responsabili operazionali di controllare agevolmente quanto accade in termini di eventi di business cruciali, indicatori chiave di prestazioni, rilevare e correggere eventuali inefficienze. Un ulteriore ritorno per l’azienda, nell’aver creato il nuovo sistema usando un approccio ed un’infrastruttura a servizi, sta nel poter esporre su Internet alcune parti dell’applicazione ad altre società interessate, estendendo ulteriormente la portata delle loro applicazioni.

Andrea Morena

Il ROI parla il linguaggio del Business ICT

lunedì, febbraio 18th, 2008

Il tema dell’innovazione nelle piccole imprese è oggi una delle tematiche chiave su cui si gioca lo sviluppo del sistema Italia nel suo complesso.

Ritengo che il concetto-perno per un approccio efficace all’argomento sia la costruzione di un terreno comune di dialogo, che ruota attorno ad un linguaggio altrettanto comune: presupposto che apre la possibilità di spiegazione e di comprensione dei benefici portati dalla tecnologia nell’attività economica.

Questa è stata l’anima del Progetto ROI: uno strumento software semplice e immediato per il calcolo del ritorno dell’investimento in tecnologia, che – con il prezioso contributo della Camera di Commercio di Milano – oggi tutte le imprese possono usufruire gratuitamente e direttamente dal sito camerale.

Alla Camera va il mio più grande apprezzamento, per la sensibilità con cui prontamente e costantemente raccoglie gli stimoli provenienti dal mondo imprenditoriale e associativo, permettendo una loro concretizzazione progettuale di grande utilità per tutto il sistema.

Giorgio Rapari, Presidente Assintel

Tool per il calcolo del ROI degli investimenti in ICT per le piccole e micro imprese.

giovedì, febbraio 7th, 2008

Uno degli ostacoli che le piccole e micro imprese incontrano nell’adozione di soluzioni ICT è la difficoltà di ottenere dal sistema d’offerta oggettivi riscontri sulla reale utilità della tecnologia per il proprio business. Camera di Commercio di Milano, Assintel e PromoTer ed Unione del Commercio hanno deciso di dare un contributo su questo tema mettendo a disposizione un tool gratuito per il calcolo del ROI dei progetti ICT. Nextvalueha partecipato all’iniziativa fornendo il supporto metodologico, i business case e i valori di valutazione e di benchmark che sono stati raccolti nell’ambito di una ricerca su più di 1.000 casi reali. Il tool per il calcolo del ROI è uno strumento semplice e veloce (in 2 minuti si completa la procedura e si accede ai risultati) che, sulla base di alcune semplici informazioni fornite dall’utente, propone una scelta di possibili investimenti in ICT tra i quali poter identificare il più pertinente e per il quale poter poi verificare ROI, VAN, IRR e Payback. Inoltre vi è la possibilità di consultare un esempio di business case analogo a quello della propria azienda.Se volete provare a fare delle simulazioni trovate il tool per il calcolo del ROI disponibile on line. Ricordiamoci che lo strumento è adatto agli investimenti per le piccole e micro imprese; le medie e le grandi imprese hanno logicamente riferimenti e parametri differenti.  A presto, Alfredo Gatti

Il valore che l’ICT può generare in azienda …

giovedì, gennaio 31st, 2008

Il video di Simone SCAGNELLI (Partner Nextvalue e Professore aggregato di Economia Aziendale presso Università degli Studi di Torino)  che condivide una breve intro al tema del valore che l’ICT puà generare in azienda.

I prossimi contributi da parte di Simone entreranno maggiromente nel dettaglio sulle tecniche di valutazione economico-finanziaria (NPV, ROI, IRR, PB, ecc) e sull’approccio alla misurazione.