Posts Tagged ‘innovazione’

Innovare oggi è più critico che mai

martedì, maggio 12th, 2009

 

L’innovazione non dovrebbe passare in secondo piano in tempi di crisi, ma, al contrario, dovrebbe essere tra le priorità delle imprese soprattutto quando le condizioni di mercato sono difficili. La storia recente insegna che imprese che non hanno interrotto il loro processi di innovazione durante i periodi di recessione hanno guadagnato marketshare nei periodi successivi anche in modo spettacolare. Ciò che le imprese sanno bene è però fino a che punto vale la pena di innovare: vi è un ROI dell’innovazione e deve essere convincente.

Il social computing e l’ambito dei progetti Enterprise 2.0 forniscono oggi un forte contributo ai processi di innovazione. Altrettanto difficile è calcolarne il ROI, avere evidenza di come, grazie ad essi, si precedono i competitor nella curva dell’innovazione.

Come misurare il ritorno dell’innovazione in funzione della capacità di sollecitare idee e di sfruttare una saggezza collettiva? Come si misura il reale contributo fornito dalle piattaforme di social computing nel raccogliere e condividere idee, nel consentirne la discussione, nel creare effettiva collaborazione ?

Una roadmap credibile c’è e può essere adattata a molte situazioni. Quantificare costi e benefici può non essere semplice, ma la valenza del framework di collaboration utilizzato è sempre ricollegabile a quanto le persone giuste si fanno coinvolgere e vi si adattano. E’ così che i benefici sono concreti ed il ROI plausibile.

Inoltre l’introduzione di una piattaforma di social computing a supporto del business può avvenire a fronte di investimenti relativamente bassi ed in tempi mediamente brevi. Una condizione ideale anche in tempi come questi di forte attenzione ai costi.

I primi costi ad essere ridotti, allorché individui, gruppi, contenuti e relazioni tra di essi condividano un framework comune, sono proprio quelli della gestione dei talenti, dei budget dei viaggi, della proliferazione delle e-mail e dei tool di EAI, quelli di utilizzo altre applicazione tradizionali.

 

In tutti i business case che abbiamo analizzato vi è però sempre una condizione prioritaria: il progetto ha a monte obiettivi di business ben definiti e condivisi ed una strategia di realizzazione altrettanto chiara. Il risultato finale non è garantito dalle tecnologie in sé ma da un piano realizzativo che ha tenuto conto delle componenti socio-culturali e, in buona sostanza, delle persone coinvolte oltre che delle tecnologie. Insomma nulla di nuovo o stravolgente: anche il social computing nella sua accezione attinente al business è molto più nella norma di quanto non faccia presupporre la sua novità.

Non c’è Travel senza Technology

domenica, maggio 3rd, 2009

Nonostante la flessione economica ed i timidi cenni di ripresa il periodo sarà difficile ancora per molto tempo, ma siamo in molti a credere che il turismo continuerà a crescere e pronti ad investire in questo settore. Soprattutto in tempi come questi l’innovazione è l’unica vera condizione per trasformare la crisi in opportunità. Essa è da sempre una pietra d’angolo della ‘grande’ industria turistica, delle compagnie aeree, delle catene alberghiere, dei GDS e delle OTA.

Oggi che l’innovazione si chiama Turismo 2.0, potrà essere alla portata degli operatori piccoli e medi dell’industria italiana del turismo?  Già, perché la domanda non è ‘se o che cosa fare?’ ma ‘quando e come fare?’, in un comparto dove i consumatori già cercano, acquistano, si scambiano nuove esperienze di viaggio on-line.

Come si fa ad essere nel grande business del ‘Turismo 2.0’ ?  Intanto rendendosi conto e accettando il fatto che ormai l’accesso alle informazioni non deve essere più una sfida a causa della mancanza di adeguate tecnologie nelle camere degli hotel o delle limitazioni poste agli strumenti mobili -… WiFi solo alla reception – oppure che le barriere linguistiche non ci sono più ed i modelli di business devono essere chiari. 

E non si tratta di fare ‘solo’ e-business. Oggi la maggior parte dei portali di prenotazione on-line si assomigliano tutti e offrono gli stessi servizi standard: dove vuoi andare? Quando? Vuoi prenotare solo il volo o anche l’hotel e magari noleggiare una macchina?  Il futuro già ‘presente’ per molti di questi siti è nell’utilizzo del profilo del cliente, quello da lui dichiarato e quello rilevato dal sito, e nella presentazione di contenuti per lui rilevanti.

Anche la pubblicità on-line ormai si adegua a questa regola: inutile mettere banner là dove non sono di interesse e le nuove tecniche pubblicitarie trasformano rapidamente il settore.

Turisti ed operatori saranno sempre più sommersi da una marea di nuove applicazioni che trovano nelle tecnologie abilitanti del Web 2.0 e sempre più ‘mobile’ – smartphone e broadband wireless – un’enorme opportunità di penetrazione. Un esempio le nuove e più avanzate applicazioni legate alla localizzazione e al contesto, che andranno a migliorare di gran lunga l’esperienza di viaggio, oppure la ricerca di una ‘migliore ricerca’, attraverso il web semantico, mentre gli strumenti di web analytics fanno fare un salto quantico alla generazione di contatti ed opportunità anziché all’analisi dei concorrenti. 

Di fronte a tante opportunità e a tanta ‘democratizzazione’ della tecnologia, chi fa il primo passo?

I nuovi standard, la trasparenza di Internet, i servizi offerti dal Web 2.0, le nuove applicazioni mash-up, i nuovi strumenti di ricerca, i modelli SaaS e cluod computing sono gli strumenti che contribuiscono allo sviluppo e alla liberalizzazione del mercato. Ma il Turismo 2.0 passa dalla loro conoscenza e dalla decisione di usarli. La prima mossa non è poi così difficile … 

 

 

Turismo 2.0: La conversazione continua sul gruppo di Facebook e Linkedin

mercoledì, febbraio 18th, 2009

Grazie all’interesse generato dallo studio che andremo a presentare venerdi al BIT, abbiamo creato dei Gruppi dedicati sui due principali social network web: Facebook e Linkedin.I due “ambienti” sono aperti e in particolar modo sono dedicati agli operatori professionali del turismo e i vendor di tecnologia interessati a proseguire online i temi trattati nel workshop . All’interno condivideremo la ricerca realizzata, apriremo insieme a voi nuove discussioni, e caricheremo nuovi materiale multimediali utili alla community.

Abbiamo scelto di utilizzare i social network perchè sempre più comuni nell’uso quotidiano degli utenti online e sicuramente adatti al tema che andremo a trattare all’evento BIT.

Vi invitiamo quindi a scegliere il sistema più familiare e diventare insieme a noi parte attiva nella crescita del gruppo:

- Facebook “Turismo 2.0 e innovazione”

- Linkedin “Turismo 2.0 e innovazione”

Turismo 2.0: Nextvalue presenta al BIT i risultati sulla prima ricerca di mercato italiana

martedì, febbraio 17th, 2009

Riprendiamo anche qui sul blog l’ultimo evento a cui parteciperemo.  Nei primi mesi dell’anno, il team di Nextvalue ha condotto una ricerca su un Panel di Imprenditori e C-level di 100 Operatori Professionali del Turismo in relazione alla diffusione e utilizzo di practice e tecnologie 2.0 nell’ampio mercato del turismo. I risultati della ricerca insieme ad alcuni suggerimenti su come azionare la leva tecnologia e gli strumenti 2.0, che vorremmo condividere con operatori professionali del turismo e vendor di tecnologia, verranno presentati durante la prossima edizione del BIT che si tiene a Fieramilano Rho dal 19 al 22 febbraio 2009.  Il 20 febbraio presso la Sala Aquarius del Centro Congressi, dalle 10.30 apriremo un workshop dal titolo “Turismo 2.0: stato dell’arte e casi di successo. Come innovare e competere con il Web 2.0″.  La partecipazione è gratuita ed è sufficiente registrarsi a questo indirizzo.

L’IT è un investimento o un costo?

martedì, febbraio 26th, 2008

L’Information Technology (IT), da sempre, viene considerato un costo per acquisire ’strumenti di miglioramento’ piuttosto che un vero e proprio investimento, capace di apportare effettiva innovazione all’IT; la prassi della valutazione di investimenti di tipo industriale – utilizzata diffusamente per impianti, macchinari, fabbricati, etc - in effetti, ha quasi sempre tralasciato gli investimenti legati al mondo dell’IT considerati, a torto o ragione, spese di tipo generale o amministrativo

In verità, il valore dell’IT dipende dal valore che una certa informazione ha all’interno dell’impresa: quindi, le iniziative IT vanno analizzate come elementi non scindibili dal sistema impresa, e ciascun investimento IT va misurato tenedo conto delle peculiari caratteristiche del sistema stesso. Questo tipo di rappresentazione sistemica assegna alla risorsa informazione la funzione fondamentale di elemento che rende il sistema unitario, compiuto e finalizzato al perseguimento di determinati obiettivi.

E’ necessario quindi far ricorso a nuovi modi di valutare gli investimenti in IT che prendano in considerazione questa inscindibilità tra IT e business sottostante. Le metodologie tradizionali che tengano conto solo dei costi o che focalizzano l’attenzione sui tempi, risultano inadeguate al contesto competitivo odierno.

Per questo di seguito (guarda il video) introduco un approccio che supporti le aziende e i loro stakeholders a comprendere l’importanza della misurazione delle performance dei progetti IT, così da creare la capacità di gestire, migliorare continuamente e convertire il valore generato dai loro investimenti IT in vantaggio competitivo e valore per gli azionisti.

Simone Scagnelli