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	<title> &#187; Senza categoria</title>
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		<title>Calcolare il ROI dei progetti Enterprise 2.0 è ancora un mito da sfatare?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[entrerprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[ROI]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda che spesso ci viene rivolta è se abbia senso calcolare il ROI di una iniziativa Enteprise 2.0, tenuto conto che con tutta probabilità l’obiettivo più importante in questi casi è di sviluppare gli asset intangibili, ovvero quelli che hanno a che fare con il patrimonio informativo, l’organizzazione ed il fattore umano.
E’ verissimo: il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda che spesso ci viene rivolta è se abbia senso calcolare il ROI di una iniziativa Enteprise 2.0, tenuto conto che con tutta probabilità l’obiettivo più importante in questi casi è di sviluppare gli asset intangibili, ovvero quelli che hanno a che fare con il patrimonio informativo, l’organizzazione ed il fattore umano.</p>
<p>E’ verissimo: il valore di questi asset intangibili ha più a che vedere con il contributo che essi danno alla strategia aziendale e raramente è possibile collegarli direttamente a vantaggi quali l’aumento di fatturato, costi più bassi o profitti migliori. Perciò è difficile stimare inequivocabilmente la remunerazione di un investimento E 2.0 in termini esclusivamente finanziari. A molti sembra uno spreco di energia e di tempo.</p>
<p>Per la nostra esperienza non lo è. Le imprese che si apprestano a lanciare iniziative E 2.0 hanno comunque aspettative di costi e tempi e non necessariamente solo di quelli correlati agli investimenti in IT. Anche i possibili benefici attesi sono spesso quantificati, almeno in parte. Se ciò non fosse ricadremmo nell’errore del passato, quando mastodontici progetti Erp o Crm venivano giustificati con iperboli del tipo “trasformazione organizzativa” o “vicinanza al cliente” …</p>
<p>Non credo ce lo potremmo oggi permettere.  Fateci avere i vostri esempi di ROI 2.0.</p>
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		<title>Torino, 2 febbraio 2010 &#8211; AC HOTEL &#8211; Via Bisalta 11 (zona Lingotto)</title>
		<link>http://blog.valueit.it/index.php/2010/01/21/torino-2-febbraio-2010-ac-hotel-via-bisalta-11-zona-lingotto/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[In collaborazione con EMC e Sinergy S.p.A., Nextvalue organizza la prima tappa del Cloud Computing Roadshow 2010, un evento unico riservato ai CIO e IT Manager delle Aziende End Users.
Nextvalue presenta la Ricerca Cloud Computing nelle imprese del Piemonte &#8211; scenario, trend, opportunita&#8217;, la prima condotta sulle Aziende Medio-Grandi del Piemonte&#8230;.
Per consultare l&#8217;agenda dei lavori puo&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In collaborazione con EMC e Sinergy S.p.A., Next<em>value</em> organizza la prima tappa del Cloud Computing Roadshow 2010, un evento unico riservato ai CIO e IT Manager delle Aziende End Users.<br />
Next<em>value</em> presenta la Ricerca <em>Cloud Computing nelle imprese del Piemonte &#8211; scenario, trend, opportunita&#8217;</em>, la prima condotta sulle Aziende Medio-Grandi del Piemonte&#8230;.</p>
<p><a href="http://eventi.nextvalue.it/agenda.htm"><strong>Per consultare l&#8217;agenda dei lavori puo&#8217; cliccare qui.</strong></a><br />
<a href="http://eventi.nextvalue.it/form.html"><strong>Per confermare la sua partecipazione puo&#8217; cliccare qui.</strong></a></p>
<p>Ingresso gratuito su invito. Torino, 2 febbraio 2010. ore 10.00 &#8211; 12.30. AC HOTEL TORINO. Via Bisalta 11 (Lingotto)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E’ il “Cloud” il nuovo modello di Computing ?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 12:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Se c’è una cosa che il social computing insegna è che dovremo sempre più abituarci ad avere a che fare con nuovi modelli di computing e non con singoli elementi tecnologici. Il modello emergente del Cloud Computing ne comprende molti. Insomma ci dobbiamo abituare a vedere le foreste e non i singoli alberi. Le nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;;"><span style="font-size: small;">Se c’è una cosa che il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">social computing</em> insegna è che dovremo sempre più abituarci ad avere a che fare con nuovi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">modelli di computing </em>e non con singoli elementi tecnologici. Il modello emergente del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Cloud Computing</em> ne comprende molti. Insomma ci dobbiamo abituare a vedere le foreste e non i singoli alberi. Le nuove foreste sono fatte dai nuovi alberi, anche se i vecchi sopravvivono nel tempo e per un po’ coesistono. Ma i nuovi prendono il sopravvento ed è il caso di trovare un nome nuovo all’intera foresta.<span style="mso-spacerun: yes;">   </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;;"><span style="font-size: small;">Quella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nuvola</em> con cui abbiamo sempre disegnato Internet oggi offre una foresta di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">servizi</em> ai miliardi di persone e cose connesse. Il nuovo modello semplicemente soppianta le architetture che non ce la fanno più a reggere i volumi richiesti, gli standard, la personalizzazione su larga scala. L’approccio è ormai industriale, l’orientamento ai processi una priorità, la gestione della delivery in tempo reale.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>L’approccio ‘ fai da te ’,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>la messa in opera di sistemi ad uso e consumo di pochi reparti dell’azienda, le applicazioni ad hoc, resistono, ma sembrano cose di un passato romantico, non possono più competere in qualità ed evoluzione. Nella nuvola c’è maggiore disciplina, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">operations</em>, produzione … </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;;"><span style="font-size: small;">C’è anche di più. La nuvola offre la flessibilità che è insita nel suo modello e l’impresa può trasformare i propri data center secondo il modello, far parte della nuvola, offrire i propri servizi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">in cloud</em> con quella scalarità che ritiene necessaria. In alternativa può scegliere di acquisire IT e servizi rivolgendosi agli operatori della nuvola integrandoli con i propri. Le nostre attività di ricerca scoprono ogni giorno che questi modelli ibridi sono perfino più efficaci sotto l’aspetto della qualità e del ROI. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;;"><span style="font-size: small;">Mentre la nuova foresta si espande il mio forte sospetto è che troppi nel nostro mercato siano ancora gli operatori dell’offerta che ancora non si sono accorti dei nuovi alberi …<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Impegnati come sono a presidiare rendite di posizione, non vedono il nuovo e credono che la nuvola sia l’ennesima hype inventata dagli industry watcher. Chissà &#8230;<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 12pt;"><span style="font-family: &quot;Trebuchet MS&quot;;"><span style="font-size: small;">(A<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>proposito di foreste. Nel 16° secolo i contadini di Brignoles in rivolta tagliarono in una sola notte 180.000 alberi di prugne. Da allora le famose prugne di Brignoles, che piacevano al <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Re Sole, vennero prodotte a Digne… )<span style="mso-spacerun: yes;">         </span></span></span></p>
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		<title>Da che cosa dipende la creazione del valore?</title>
		<link>http://blog.valueit.it/index.php/2008/03/06/da-che-cosa-dipende-la-creazione-del-valore/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 16:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[creazione del valore]]></category>
		<category><![CDATA[driver]]></category>
		<category><![CDATA[economicità]]></category>
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		<category><![CDATA[ROI]]></category>
		<category><![CDATA[scagnelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le iniziative IT vanno trattate come elementi non scindibili dal sistema impresa, e ciascun investimento IT va misurato tenedo conto delle peculiari caratteristiche del sistema stesso.
La misurazione del valore delle soluzione IT non può prescindere dall&#8217;attenta analisi delle leve (driver) che generano valore a livello di sistema aziendale.
I driver che possono influenzare le performance dell&#8217;azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le iniziative IT vanno trattate come elementi <strong><font color="#800000">non scindibili</font></strong> dal sistema impresa, e ciascun investimento IT va misurato tenedo conto delle peculiari caratteristiche del sistema stesso.</p>
<p align="justify">La misurazione del valore delle soluzione IT non può prescindere dall&#8217;attenta <strong><font color="#800000">analisi delle leve</font></strong> (driver) che generano valore a livello di sistema aziendale.</p>
<p align="justify">I <strong><font color="#800000">driver</font> </strong>che possono influenzare le performance dell&#8217;azienda e aumentarne il vantaggio competitivo possono essere di varia natura: di <strong><font color="#800000">tipo esterno</font></strong> (andamento economico, livello sociale e culturale, caratteristiche del mercato, normativa e leggi di riferimento, pressione fiscale) e di <strong><font color="#800000">tipo interno</font></strong> (persone, settore/mercato, processi, costi, capitali finanziari, rischio, capitale investito).</p>
<p align="justify">La <strong><font color="#800000">creazione di valore</font></strong> aziendale <strong><font color="#800000">dipende dall&#8217;equilibrio</font></strong> che viene instaurato tra i driver (esterni e interni) e gli obiettivi strategici posti a livello direzionale in vista del perseguimento di un vantaggio competitivo.</p>
<p align="justify">Per creare valore e avere un vantaggio competitivo, l&#8217;azienda deve seguire <strong><font color="#800000">criteri di economicità</font></strong> (crescita profittevole in termini di redditività), <strong><font color="#800000">liquidità</font></strong> (perseguimento di una economica liquidità) e <font color="#800000"><strong>solidità</strong></font> della gestione nel tempo (mantenimento di un&#8217;adeguata struttura patrimoniale e finanziaria dell&#8217;impresa).</p>
<p>Simone Scagnelli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il ROI dell&#8217;IT: primi passi per abbattere il divario tra IT e Business.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 10:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gap IT Business]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli investimenti IT a differenza, di quelli industriali, presentano caratteristiche e peculiarità che, spesso, possono assumere natura indiretta e/o intangibile. La pervasività dell’IT e la numerosità dei suoi effetti a livello sistemico aziendale, possono infatti generare costi o benefici di difficile individuazione e misurazione. 
Le tecniche di valutazione economico- finanziarie degli investimenti, cioè le tecniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><font face="Arial">Gli <strong><font color="#800000">investimenti IT</font></strong> a differenza, di quelli industriali, presentano caratteristiche e peculiarità che, spesso, possono assumere <strong><font color="#800000">natura indiretta e/o intangibile</font></strong>. La pervasività dell’IT e la numerosità dei suoi effetti a livello sistemico aziendale, possono infatti generare costi o benefici di difficile individuazione e misurazione. </font></font></p>
<p><font size="2" face="Arial">Le tecniche di valutazione economico- finanziarie degli investimenti, cioè le tecniche che si è soliti utilizzare nella valutazione degli investimenti industriali, presuppongono la misurazione dei flussi di ritorno economico collegati ai benefici attesi dall’investimento. L’approccio di misurazione proposto <strong><font color="#800000">per la valutazione dell’IT</font></strong> richiede invece la presa in considerazione di <strong><font color="#800000">aspetti</font></strong> prettamente <strong><font color="#800000">‘qualitativi’</font></strong> che, nelle valutazioni degli investimenti industriali, non vengono solitamente presi in considerazione. </font></p>
<p><font size="2" face="Arial">In quest’ottica diviene quindi fondamentale creare un <font color="#800000"><strong>project team</strong></font>, responsabile dell’iniziativa di valutazione del ritorno dell’investimento a cui partecipi, oltre al <strong><font color="#800000">personale IT</font></strong> incaricato, anche i <font color="#800000"><font color="#000000">responsabili delle</font> <strong>business unit</strong></font>/dipartimenti coinvolti, nonché <font color="#800000"><font color="#000000">l’</font><strong>alta direzione</strong></font>, i responsabili del <strong><font color="#800000">controllo di gestione e finanza. </font></strong></font></p>
<p><font size="2" face="Arial">Per abbattere il <strong><font color="#800000">gap</font> </strong>esistente tra <font color="#800000"><strong>IT</strong> </font>e <strong><font color="#800000">Business</font></strong> , è opportuno quindi iniziare dal linguaggio e in particolare, dal linguaggio economico-finanziario di base su cui si fondano i risultati del <strong><font color="#800000">framework</font></strong> che sta alla base della valutazione del ritorno degli investimenti in progetti IT.</font></p>
<p><font size="2" face="Arial">Simone Scagnelli</font></p>
]]></content:encoded>
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